INTERVISTA DA SUPERVISOR AGLI AUTORI DI NYX di Daniela Zaccagnino

NYX 3 di Luca Franceschini ed Alessandro Squadrito

Articolo di Daniela Zaccagnino (supervisore della casa editrice Cronaca di Topolinia).

Eccomi ora finalmente nella sola veste di Supervisor*, senza interferire in nessuna maniera nella scrittura, se non quella dei redazionali della seconda di copertina degli albi in uscita e qualche suggerimento. Parliamo di Nyx, allora. In realtà c’è qualcosa di autoreferenziale anche in Nyx, purtroppo :D!

Siamo tutti autori toscani (io di adozione, ma fiera di esserlo quanto della mia terra di origine!) e questo ci ha indubbiamente permesso di partecipare a fiere del fumetto, come il Labronicon (a Livorno) e di confrontarci di più di persona. Comincio con Luca Franceschini, sceneggiatore, che è ormai una vecchia conoscenza di Cronaca di Topolinia.

Luca, ci racconti in breve come sei approdato a Cronaca di Topolinia e i fumetti che hai già pubblicato con noi? Ce ne uno a cui sei particolarmente legato e perché?

Ciao! Il primo approccio con Cronaca di Topolinia è avvenuto a inizio 2015. Se ben mi ricordo quello che mi ha fatto scattare l’impulso di contattarvi è stata un’intervista su un Annuario del fumetto di Fimo di China all’editore Salvatore Taormina. Conoscevo le proposte di CdT ma pensavo, sbagliando per altro, che le mie proposte non fossero “in target”. Decisi di inviare comunque un progetto di stampo noir/hard boiled e il fatto che non avessero in quel momento in catalogo qualcosa di simile giocò invece a mio favore per l’approvazione. Questo è il progetto che sarebbe diventato Lucky Town, che poi è anche il mio fumetto d’esordio vero e proprio. Quindi se dovessi sceglierne uno direi sicuramente questo.Successivamente c’è stata anche la serie di stampo sci-fi/space fantasy Lunar Lex. E infine Nyx attualmente in corso. E i prossimi anni… vedremo!

Luca, come sei arrivato a creare Nyx, da dove sei partito? Cosa ti ha ispirato? Cosa ha di diverso secondo te con le serie che hai scritto finora?

Per Nyx avevo voglia di raccontare un personaggio dirompente e forte ma allo stesso tempo anche sensibile e fragile. Così è la nata la “gladiatrice” Nyx, una figura che mettesse in risalto la dolcezza femminile ma che fosse anche in grado di farsi rispettare da chiunque, uomini o robot, dentro e fuori dall’arena. Ho poi cercato di calarla in un ambiente che non fosse di contorno ma vera a propria parte integrante della storia, e così è nato il pianeta Imperium, un curioso mix di passato di epoca romana e di futuro pieno di androidi e tecnologia. Direi che la serie ha questi due (!) dualismi portanti.

Luca Franceschini e Alessandro Squadrito

Luca, siamo arrivati al 3 numero di Nyx, come racconteresti senza spoiler il percorso di vita del personaggio principale, Nyx appunto, e delle persone che le ruotano attorno?

È un percorso dove il lettore ha potuto capire da cosa Nyx, e gli altri personaggi, sono mossi, le loro motivazioni e i loro obiettivi. Se vogliamo in ogni personaggio è sempre presente fin dall’inizio “in nuce” una buona parte, a volte addirittura la totalità, del suo destino. Ma il destino pur nella sua ineluttabilità ha spesso declinazioni strane e imprevedibili. Nelle storie il COSA a volte ce lo possiamo immaginare, e forse è anche meglio così, ci rassicura e fornisce la bussola. Ma è il COME che ci stupisce, ci intriga e ci sorprende.

Luca, so che sei anche uno scrittore di racconti di fantascienza e di horror, che scrivi articoli per una rivista e che suoni in una band. Raccontaci qualcosa anche di questo!

Negli ultimi anni ho prodotto un racconto di fantascienza (ABE – Alternative Birth Experiment) e due horror (L’orologio a pendolo, Cinquecento Anime) per Delos Digital. E ultimamente ne è uscito un altro horror/weird sulla rivista Il Buio. Oltre al fumetto anche la scrittura in prosa è un vizio che cerco di non perdere. 😉Per la musica invece mantengo attiva la mia band Free-Go, con cui nel corso degli anni abbiamo composto e registrato diversi brani. Certo il tempo libero è sempre meno e le energie non sono quelle di quando eravamo studenti. Ma anche comporre e suonare la nostra musica è un lusso, anche se a volte solo privato, a cui non vogliamo, e ormai direi non possiamo, più rinunciare.

Passiamo ad Alessandro Squadrito, disegnatore di Nyx.

Alessandro, Cronaca di Topolinia vanta di essere stata la prima casa editrice a pubblicare un tuo fumetto. Ci racconti com’è andata? Io ricordo di averti conosciuto con un progetto tutto livornese, con altri autori, mi pare proprio a Lucca. Raccontaci anche di questo.

Certamente! Conobbi Luca alla prima edizione del Labronicon, all’epoca con alcuni amici stavamo preparando un progetto da presentare alle varie case editrici, e quello fu il mio primo contatto con CdT. Avevo terminato la “Scuola internazionale di Comics” l’anno precedente e stavo iniziando con i “proposal” . Quindi arrivati nel periodo di Lucca Comics mi sembrava doveroso provare a proporlo a Cronaca. Poi di quel progetto non si è fatto più nulla, era comunque ingenuo sotto molti aspetti (l’idea era fare una graphic novel, in più volumi con formato francese. Decisamente poco adatta al mercato italiano) però siamo entrati in contatto e ci siamo conosciuti. Poi verso fine Aprile di quell’anno mi hai contattato per fare le prime prove di Nyx, e avendo una grande passione per i fumetti che parlano del mondo romano mi ci sono buttato a capofitto. Detto questo abbiamo seguito l’iter di pubblicazione, dall’episodio introduttivo su Cronaca Comics a questo volume n°3 che chiude la “run”, come dicono gli americani.

 

Alessandro, la cura con cui realizzi le tavole per Nyx è veramente straordinaria, soprattutto nella parte iniziale, della documentazione, ma anche e naturalmente nella realizzazione delle tavole stesse. Ci vuoi spiegare come lavori?

La commistione di Roma antica e sci-fi è veramente un bella prova di design! Per rendere credibile un mondo è necessario che al colpo d’occhio ogni elemento si amalgami nell’immagine, senza storture che non siano volute. Per questo motivo tutta la parte degli studi iniziali è veramente fondamentale. Fin dall’intro ho percepito una storia con una componente “picaresca”, per così dire, da qui ogni città che incontrano i nostri personaggi avrà sia similitudini, che differenze rispetto alle altre. Per architettura, livello tecnologico, e costumi. La per questi fattori Pinterest diventa fondamentale a partire dalla brocca di Tito del nuovo volume per chiudersi sulle varie colonne e capitelli in tutta la serie. Per il secondo volume ho fatto direttamente “ricerca sul campo” andando a “toccare con mano” un cittadella romana in montagna rimasta inalterata nel corso del tempo. Mentre per questo ultimo volume mi sono servito molto di Google Maps con lo Street view. Come metodo, in generale, lavoro in questo modo: durante la fase degli storyboard inizio a raccogliere enormi gallerie di immagini dal web, per poi catalogarle su Pinterest, divise in bacheche. E quindi creando un gigantesco archivio digitale dal quale farmi ispirare volta volta. Sia per elementi architettonici che personaggi o oggetti. Non ripropongo mai la stessa immagine quando disegno ma generalmente le scorro molto velocemente, più e più volte finché non mi si forma in mente un’immagine mentale, di sintesi, di quello che voglio rappresentare. In più, quando posso, leggo ascolto e guardo serie, film o fumetti che possano essere collegati a quello che devo rappresentare. Un’immersione quasi totale.

Alessandro, quanto hai dovuto inventare di sana pianta e quanto invece hai tratto ispirazione da serie già esistenti? Non è che di peplum fantascientifico ce ne sia tanto in giro!

Come dicevo prima la commistione non è facilissima, per quanto possibile cerco anche la rappresentazione di altri fumettisti, film e serie sul tema. Ma non è affatto usuale. Per la parte romana ero abbastanza ferrato, oltretutto leggo serie francesi sul tema quali Murena, Le Aquile di Roma, Alix Senator. Ma inserire ogni volta elementi fantascientifici differenti è stata la sfida. Ogni città avrebbe dovuto essere diversa, a seconda della ricchezza e del grado di benessere. Ho provato quindi a dare una mia rappresentazione di mondo vasto e differente, con una fantascienza un po’ retro’. Molto materica e solida, che ricordi più “Star Wars” piuttosto che “Star Trek”. Sempre il ragionamento sulla materialità mi ha fatto optare per legionari simili a manichini a differenza di androidi di alto rango molto differenti. In realtà ho ideato delle “serie” di androidi di alto rango, che spulciando nei volumi si possono vedere.

Alessandro Squadrito a Lucca Collezionando

Alessandro, cos’è veramente difficile su Nyx per te? Quale è il tuo rapporto con la protagonista? Che rapporto si instaura per un disegnatore con il personaggio che disegna?

La cosa più difficile di Nyx, per me, è sempre stata Nyx. Venendo da un disegno di stampo cartoon gli approcci con il semi-realistico, sono stati complicati ad essere sincero. La protagonista della serie a mio avviso è sia il motore che il pretesto dell’azione. E nella dicotomia Nyx-Casimiro ho sempre preferito il secondo (anche perché ho un debole per i personaggi istrionici). Questo ovviamente non leva nulla alla nostra gladiatrice, anzi è il personaggio su cui lavoro maggiormente, e mi ha insegnato tanto anche se sono linee di inchiostro sulla carta. Alla fine ogni personaggio che passa per le nostre mani acquisisce una propria vita, e ci regala le sue emozioni. Altrimenti non saremmo capaci di rappresentarlo.

Alessandro, parliamo di te, al di là di Nyx, sei un insegnante di fumetto, sia nella scuola pubblica sia in una scuola privata. Raccontaci un po’ anche di questo.

Questa è l’altra parte della mia vita. Uscito dalla scuola di fumetto dovevo reinventarmi, e da questo punto di vista ho pensato a cosa mi fosse mancato da ragazzo. All’epoca era molto diverso, eravamo nel pieno della seconda ondata manga, un sacco di supereroi e fumetto italiano. Ma era sempre un mercato di nicchia. E senza cosplayer a trainare il tutto, il movimento era destinato a restare bloccato in un limbo. Per molti anni infatti ho cercato corsi e scuole di fumetto, senza riuscirci, e intrapresi un’altra strada. Quando poi sono riuscito a trovarne uno, a 25 anni, mi sono ritrovato a entrare alla “Scuola Internazionale di Comics” tramite borsa di studio e quindi cambiare vita. Sia per questo motivo, sia per la mia predisposizione, ho pensato che qua su Livorno ci fosse uno spazio per il fumetto. E quindi sono entrato in contatto sia con le scuole elementari che con alcune scuole d’arte, e il progetto è piaciuto molto. Le cose più interessanti del lavorare con bambini e ragazzi sono il mettersi sempre alla prova, e quanto riescano a trasmetterti i ragazzi. In più sono una vera e propria fucina di stimoli, capita spesso che nel mentre che si insegna si impari molto più di quanto non si aspetti.

Come non essere d’accordo con te, Alessandro!

Intanto, voi, non perdetevi per nessuna ragione la blank cover di Nyx! Le prenotazioni per avere una cover personalizzata cominciano dal 25 agosto sul nostro sito!

Ci trovate in Piazza Napoleone al Lucca Comics & Games!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

PREVENDITA FUMETTI PER LUCCA COMICS AND GAMES 2019CLICCA QUI
+