INTERVISTA DA SUPERVISOR AD ELENA MIRULLA di Daniela Zaccagnino

SEXY TALES 8 di Elena Mirulla

Articolo di Daniela Zaccagnino (supervisore della casa editrice Cronaca di Topolinia).

Più che un’intervista per una singola serie, ho pensato che per i lavori di Elena Mirulla sarebbe stato più facile e più interessante farle una unica lunga intervista che potesse racchiudere un po’ tutta la sua produzione.

Elena, ho letto le tue prime strisce online quando ero ancora una lettrice fondatrice di un gruppo dedicato ai fumetti al femminile (YATTAAA) e forse l’idea di scrivere per i fumetti non mi aveva ancora sfiorato veramente. Ricordo che un amico genovese mi aveva mandato un link presentandoti come una autrice completa emergente da tenere d’occhio. Ricordo anche di averti contattata per mail, forse proprio per fare un’intervista di cui non so se alla fine è stata fatta e pubblicata. Chissà. Di certo, a quei tempi non mi sarei mai immaginata avremmo finito per lavorare per la stessa casa editrice e per di più di aver collaborato per le “Le grandi Parodie di Cronaca di Topolinia”.
Ma andiamo per gradi. Raccontaci delle tue prime esperienze e pubblicazioni e come è avvenuto l’incontro con Salvatore Taormina (n.d.a., il nostro editore, appunto!).

Elena: Eh sì, il mondo del fumetto è più sorprendente di una telenovelas! Il primo incontro con “Cronaca di Topolinia” avvenne a settembre del 2004 ad una fiera del fumetto. Andavo a trovare un mio amico, Vincenzo Riccardi, che aveva pubblicato il secondo numero de “La saga di Ho-Lan” e, timidamente, dissi a Salvatore che anche io disegnavo, ma non ero granchè (avevo 21 anni e il mio stile era decisamente più acerba di oggi). Lui comunque mi invitò a mostrare qualche mio lavoro, così, successivamente, gli inviai i miei disegni. L’editore mi fece fare delle prove. Nel 2005 venne pubblicato il mio primo progetto: “I piccoli eroi di Ho-Lan”, miniserie fantasy dedicata ai bambini con gli stessi protagonisti de “La saga di Ho-Lan”, ma “pucciosi”.

La mia impressione è che Taormina, mettendoti sotto la sua ala protettrice, all’inizio pensasse a te come disegnatrice caricaturale, o meglio per serie come Crazy Tribe che prendevano in giro con intelligenza le storie della serie capostipite della casa editrice Than Dai (n.d.a. ancora attiva e anzi, a dicembre troverete un nuovo numero molto speciale!) oppure ancora prima la Saga di Ho – Lan. Che ricordi hai di quel periodo? Cosa sono nate le tue storie invece e qual è stata effettivamente la prima?

Elena: Il mio secondo progetto con Cronaca di Topolinia fu proprio “Crazy Tribe”. Così come “I piccoli eroi di Ho-Lan”, nasce sul profilo dei protagonisti adulti di “Than Dai” da cui però si discosta parecchio, con una trama completamente nuova e in stile umoristico demenziale in una cornice western. La storia raccontava, con citazioni di attualità e parodie, il triangolo amoroso fra Than Dai, ragazzo bianco allevato dagli indiani, Lin Sei, indiana dolce e calcolatrice figlia del capotribù degli Zighy Wighy e Belle, una ribelle e rompiballe ragazza bianca. I miei ricordi di quel periodo sono di speranza. Speravo di farcela a diventare una “vera fumettista”, di riuscire a realizzare un fumetto divertente, piacevole, che facesse ridere e sorridere il lettore, che alleviasse le sue pene anche solo per cinque minuti. Speravo di migliorarmi, di parlare al cuore del lettore seppur con fumetti di intrattenimento, volevo esprimere me stessa attraverso quelle pagine. Anche oggi è così. In parte credo di averlo fatto, in parte mi sento solo ai primi passi di questo lungo percorso.

Quanta libertà ti ha concesso durante questi anni, Salvatore? C’è stata qualche occasione in cui ti ha vietato di scrivere/disegnare qualcosa a cui tenevi?

Elena: A parte qualche limatura a battute o qualche perplessità riguardo alcune mie proposte fumettistiche (al tempo anche “Super Tits”), ho avuto abbastanza indipendenza sotto l’aspetto creativo.

Ad un certo punto hai avuto un contratto di lavoro a Milano e che ti ha allontanata dalla tua Genova e da Cronaca di Topolinia? Raccontaci di questa esperienza e del tuo ritorno in casa editrice e nella tua città.

Elena: Sì, per un anno ho lavorato come dipendente in una ditta a Milano che creava fumetti e riviste per l’infanzia da edicola. Poi mi mancava troppo la mia amata città, i miei genitori, gli amici, la mia vita privata era in pieno cambiamento e la stessa ditta stava chiudendo. Una parentesi interessante come esperienza di vita, aperta e chiusa velocemente.

Elena Mirulla

Che rapporto hai con la tua città? I genovesi, ancora di più gli artisti, sono tutti molto legati alla propria città, sentimento quanto mai forte, anche in seguito degli ultimi tragici fatti.

Elena: Amo la mia Genova. È una città meravigliosa. Purtroppo è come una Cenerentola: maltrattata, sottovalutata, svilita, sporcata nella sua bellezza e nelle sue potenzialità. Spero che possa tornare alla sua potenza e ai suoi antichi splendori. Noi genovesi abbiamo tanti difetti, ma siamo tenaci. Io voglio credere che rinascerà come merita e con lei i suoi abitanti.

Come è nato Sexy Tales? In quale anno e in quali circostanze? Come si è evoluto negli anni? E tu, rispetto a questa serie? Nel frattempo sei diventata mamma e hai messo su famiglia.

Elena: “Sexy Tales” nasce da una proposta di Salvatore Taormina che mi chiese delle illustrazioni in stile “sexy favole” dei grandi maestri passati. Io adoro le favole e mi trovo nel mio a disegnare protagoniste sensuali e sugose, quindi ho accettato con entusiasmo. Le illustrazioni riscontrano un buon successo, così di lì a poco nacque il primo fumetto di “Sexy Tales”, presentato alla Lucca del 2011. Da allora siamo arrivati all’ottavo numero della serie regolare, più gli speciali. Inizialmente le storie erano incentrate sulla rivisitazione sexy/umoristica delle favole, poi il “tales” si è esteso a libri di narrativa, opere musicali, mitologie, ecc. Questo è il mio progetto da autrice completa che più mi rappresenta e a cui sono più legata. Sono diventata mamma, ma ancora adoro le favole. Ognuna di queste storie, seppur piccanti, ha un lieto fine ed una storia d’amore, per noi che siamo inguardabili sognatori.

A mio avviso, Sexy Tales (n.d.a di cui uscirà un nuovo numero a Lucca Comics & Games 2019) è stata la chiave di volta, la serie che ha cambiato e caratterizzato la casa editrice stessa, fino a farla distinguere tra le altre piccole case editrici. Sei d’accordo? Come ti senti rispetto a questa mia considerazione?

Elena: Credo di non dire una cosa troppo megalomane, se confermo che “Sexy Tales” ha dato una svolta e caratterizzazione alla stessa “Cronaca di Topolinia”. L’affetto e il seguito dei lettori per questo progetto è ancora vivo ora e lo dimostra il successo della prevendita, ancor prima della fiera di Lucca 2019.

Nel mezzo c’è stato l’esperimento Le Grandi Parodie di Cronaca di Topolinia, alcune le abbiamo realizzate insieme (quelle dedicate a Martin Mystère, Diabolik e Zagor), come è stato reinterpretare nel tuo stile personaggi tanti celebri quanto… “seri” del panorama del fumetto italiano? Quale ti è piaciuto più realizzare?

Elena: L’esperienza è stata molto divertente, emozionante e una bella sfida! Ovviamente su sceneggiature di Daniela Zaccagnino. Le mie parodie preferite sono state ” Demonik” (Diabolik), “Eve” (Eva Kant) e “Dailan Doc” (Dylan Dog).

SUPER TITS COLLECTION CON LA VARIANT DI LEO ORTOLANI

Creatura un po’ più recente è stata Supertits scritto in collaborazione con tuo marito Christian Terranova (nonché nostro ufficio marketing), da cosa è nato? Come è venuta l’idea di usare il genere superoistico, per poi approfondire, anche e soprattutto, i sentimenti umani? Come è collaborare ai soggetti con il proprio marito?

Elena: Mio marito Christian è sempre stato fin da bambino un grande appassionato di fumetti supereroistici, oltre che dei miei in tempi più recenti. Così, ha pensato di unire il suo desiderio di raccontare una storia di supereroi alla mia capacità di realizzare protagoniste prorompenti e prosperose. Io gli proposi, appunto, questa tal “Super Tits”: supereroina dal mega seno con poteri incontenibili. Dopo vari brainstorming, siamo arrivati a delineare personaggi e storia, per poi proporla a Salvatore. L’80% delle idee di “Super Tits” vengono da Christian, poi le sviluppiamo insieme, sempre confrontandoci in un modo che secondo me è costruttivo e divertente, elaborando e vagliando le nostre pensate. I sentimenti umani credo siano il risultato di entrambe le teste. Collaborare col proprio marito è bello e arricchisce, ma anche complesso. Proprio come il matrimonio stesso! Ci vuole impegno, fantasia, passione, dedizione e volontà di ascoltare, valutare e in caso fare un passo indietro e rivedere la propria posizione, se quella dell’altro funziona meglio.

Infine parliamo dell’ultima tua creatura, “Il buio dopo la notte” su un’idea e soggetto di Salvatore Taormina, che risulta autore a tutti gli effetti. Il primo numero uscirà a Lucca Comics and Games. E’ un’opera matura, i temi sono forti, che portano a delle riflessioni impegnative, come il senso di colpa e la morte. Come ti senti trovata a collaborare con l’editore e ad affrontare un fumetto di questo tipo che si può annoverare tra le graphic novel?

Elena: Complesso come il precedente, ma allo stesso modo un’occasione da cui imparare molto e migliorarsi. Questo progetto nasce dalla sua mente, anche qui ho elaborato e delineato storia e profili dei personaggi non solo graficamente. Credo che “Il buio dopo la notte” sia un incontro fra due menti diverse, una visione maschile ed una femminile, vissuti e punti di vista differenti. Ma questo progetto mi ha subito ispirata perchè il tema dell’aldilà e del distacco fra vita e morte mi interessa in modo particolare. Sentivo di doverlo fare. Inoltre Salvatore esprime con tanto ardore il suo legame a questa storia che è difficile non sentirsi coinvolti. La sente dentro e credo si percepisca anche da fuori.

Cosa ci puoi raccontare della serie senza spoiler? Cosa quante pubblicazioni sono previste?

Elena: Per il momento è prevista una miniserie da tre episodi. Giulio, il protagonista, viene accompagnato in ogni numero da una diversa entità che rappresenta un aspetto particolare del suo viaggio. La sua sofferenza nell’aver perso i propri genitori lo spinge ad affrontare vicende per lui sconvolgenti ed attraversare in pieno il suo dolore, uscendone, forse, più forte. Oppure distrutto. Chissà! Lo vedrete.

Blank Cover in acquerello DEL BUIO DOPO LA NOTTE

Penso di averti chiesto un po’ di tutto, c’è qualcosa che mi sono dimenticata e che invece avresti voglia di raccontarci?

Elena: Aggiungerei solo un ringraziamento a te per le domande interessanti e coloro che hanno letto queste mie righe. Vi aspetto anche sui miei social Instagram e Facebook per continuare a parlare di fumetti. Grazie.

Non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento allo stand di Cronaca di Topolinia – Padiglione Napoleone stand 101 dal 31 Ottobre al 3 Novembre al  Lucca Comics and Games 2019.

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